Progetto Primo Salto oggi vi accompagna alla coperta di un gioco famoso ma del quale molti ignorano la diffusione e alcuni aspetti alquanto curiosi sulle sue origini: CAMPANA.
E' fra i giochi più antichi e diffusi che si conoscano al mondo, secondo alcuni studiosi le origini di questo gioco risalirebbero all'epoca degli Antichi Egizi!! Uno dei disegni più antichi della campana è tracciato sulla pavimentazione del Foro Romano a Roma, infatti il gioco della campana era molto popolare fra i bambini dell'antica Roma, lo chiamavano "gioco del claudus", cioè gioco dello zoppo, perchè si giocava saltellando su una gamba.
Innumerevoli sono le varianti di questo gioco, giocato in tutto il mondo. Patricia Evans ha scoperto, nel 1955, che bambini di San Francisco ne praticavano 19 tipi diversi.
In Italia si chiama Mondo o Campana, nei paesi anglo-sassoni Hopscotch, in Francia si chiama Marelles, in Germania Tempelhupfen, in India Ekaria Dukaria. E lo giocano bambini cinesi, russi, scandinavi.
Nella versione più semplice il Mondo si gioca gettando la piastrella nello spazio numerato 1, saltando col piede destro (mentre il sinistro resta sollevato) nello spazio 8, saltando poi col sinistro nel 2, col destro nel 7, senza mai toccare terra con tutti e due i piedi, finché si arriva al " cielo " o " ca-sa ". Qui il giocatore può mettere a terra tutti e due i piedi. Poi torna indietro, piede sinistro nella casella 5, piede destro nella casella 4 via via finché arriva alla casella 1. Qui, fermo su un piede solo, recupera la piastrella e salta fuori dal tracciato.
"...i bambini continuano a giocare al gioco della Campana senza sapere di ridare vita ad un gioco iniziatico, il cui scopo è di penetrare e riuscire a tornare fuori da un labirinto; giocando alla campana i bambini scendono simbolicamente agli inferi e tornano sulla terra."
[Mircea Eliade, Occultism Witchcraft and Cultural Fashions. Chicago, 1976. Trad.: Firenze: Sansoni, 1982]
[Mircea Eliade, Occultism Witchcraft and Cultural Fashions. Chicago, 1976. Trad.: Firenze: Sansoni, 1982]
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