Visualizzazione post con etichetta intervista. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta intervista. Mostra tutti i post

martedì 21 giugno 2011

Lo sport per bambini in Turchia....parola di Lorenzo Micelli

Oggi  pubblichiamo l'intervento di un illustre amico di Progetto Primo Salto, Lorenzo Micelli allenatore in Turchia della gloriosa squadra femminile di Istambul dell’Eczacibasi. A lui abbiamo chiesto come viene approcciato lo sport giovanile nel paese che lo sta ospitando; questa la risposta del mister:

Ciao Claudio..come approcciano i miei amici turchi lo sport a livello giovanile? in modo veramente "funny"!
Pensa che ci sono aziende che disputano tornei interni di calcetto , volley e basket...usando come sponsor i loro marchi più prestigiosi (esempio l'Eczacibasi Holding usa Nivea, Vitra, Artema, Selpack ecc.)
I più piccoli (età 6-10 anni) il sabato e la domenica si alternano e cimentano in allenamenti che iniziano alle 8.15 e finiscono alle 15.30 facendo svariate attività psicomotorie (intendo non solo volley o altri sport, ma attività mirate allo sviluppo delle proprietà o capacità motorie e coordinative).Il bello di queste  giornate è che le famiglie seguono i loro piccoli atleti nella mattinata o primo pomeriggio, socializzando nelle tribune, o banchettando nei bar o negli spazi all aperto circostanti......insomma un ritrovo di amici legati da 2 grandi passioni:
l'amore per i figli e per lo sport!
Poi gli sport professionistici hanno gli stessi risultati genetici dell ITALIA: FANATISMO/MEDIA E ALLENATORI A SEDERE NEI BAR E IN TRIBUNA.

Un caro saluto da Istanbul
grazie

Lorenzo Micelli

Ringraziamo Lorenzo per la sua preziosa testimonianza e per i pochi che non lo conoscono di seguito pubblico una sua breve biografia:
Lorenzo Micelli nasce ad Urbino il  24 ottobre 1970.
Laureato in biologia e docente di Socializzazione e Sport al Master Risorse Umane per lo sport presso l’Università di San Marino. Inizia la carriera da allenatore di pallavolo sulla panchina della Robur Tiboni Urbino, in Serie B1, dalla stagione 1996/97 alla 1998/99. L'anno seguente conquista la promozione in A2 con Corplast Corridonia, in cui rimane tre stagioni, per poi passare al Auchan Ancona, nella stagione 2002/03. Le luci della ribalta lo illuminano nell'estate del 2005, quando viene chiamato alla guida del Santeramo in Serie A1, guidando le pugliesi fino ai quarti di finale dei play off. Dalla stagione 2007/08 siede sulla panchina della Foppapedretti Bergamo, conquistando al primo anno la Coppa Italia contro la Scavolini Pesaro. Nella stagione 2008/09 ha conquistato la CEV Indesit Champions League nella final four di Perugia battendo prima la Colussi padrone di casa poi la Dinamo Mosca vincendo al tie-break per 3 a 2 dopo una grande rimonta nel 4° set. Nella stagione 2009/10 ha guidato la Foppapedretti Bergamo ancora sul trono d'Europa nella final four di Cannes conquistando la sua seconda Champions League consecutiva, settima per Bergamo, ed è ora l'unico allenatore ad aver vinto due Champions League consecutive con la stessa squadra.
Dopo 3 stagioni passate alla guida della Foppapedretti Bergamo, è stato ingaggiato dall'Eczacibasi VitrA Istanbul con un contratto biennale fino al 2012. Alla prima stagione in Turchia ha conquistato la Coppa di Turchia.
Dal 2002 entra a far parte dello Staff Tecnico della Nazionale, promosso nel ruolo di secondo allenatore dal 2006 e di assistente tecnico dal 2007. Ha anche partecipato alle olimpiadi di Atene (2004) e di Pechino (2008).
Dal 2010 amico di Progetto Primo Salto....e per noi questo è un grandissimo onore!

martedì 12 aprile 2011

Beata gioventù....intervista con Alessandra Colombi

Lo sapevo....prima o poi avrei dovuto scontrarmi con il mio passato...Più o meno (facciamo più ) una quindicina di anni fa nella palestra di pallavolo del Cus Siena si allenava una ragazzina con le mani niente male. Alessandra era un tipo tosto, di grande carattere ma sempre disponibile e sorridente. Oggi dopo tanti anni la rincontro donna e giocatrice di alto livello...beh bando alla ciance...iniziamo la nostra intervista con Alessandra Colombi.

Ciao Ale presentati ai nostri lettori.

Buongiorno, sono nata a siena il 31 marzo del 1983. Pallavolisticamente nata e cresciuta al Cus Siena dall'eta' di 9 anni fino ai 19-20. Ho fatto tutte le tappe prima di arrivare in prima squadra (b1) all'eta' di 15 anni, passando dal mini, super mini volley, under 14-16-18-e prima divisione. Dopodiche' sono partita da siena per provare esperienze nuove e sono approdata a Pinerolo (TO) in b2, San Casciano b1, Cremona a2, Empoli b1, San Casciano b1, Volta mantovana a2, Chieri a2 e San Mariano (PG) b1.



Ci racconti come ti sei avvicinata alla pallavolo e in generale al mondo dello sport.

Il fatto di avvicinarmi allo sport non e' stato difficile, io sono figlia di un ex calciatore e di una ex pallavolista quindi diciamo che ho lo sport che mi scorre nel sangue.


Il ricordo più bello e quello più brutto legato allo sport da piccola e da grande.

Di ricordi belli ce ne sono a migliaia come i sorrisi, le tante amicizie fatte, il raggiungere obiettivi con le compagne di squadra....ma sicuramente i due ricordi più belli ma anche quelli più faticati sono la convocazione in nazionale pre-junior e il mio esordio in serie a! I piu' brutti sono legati agli infortuni avuti durante gli anni che ti lasciano fuori dal piano palestra per del tempo senza farti assaporare il gusto delle partite.


Che idea ti sei fatta sull'approccio all'avviamento allo sport nelle società di alto livello?

Credo sia fantastico far avvicinare i bambini a qualsiasi sport (io ovviamente posso parlare solo del mio) in generale sia una boccata d'aria pura! Ci si diverte, si impara a stare con gli altri, perché è con i tuoi compagni che riesci a raggiungere gli obiettivi. Lo sport da tantissimo sia a livello fisico che comportamentale.



Cosa diresti ai bambini che iniziano a fare sport?

Di prenderlo come gioco e divertimento, di seguire le regole che gli insegnanti danno e di essere felice di imparare sempre cose nuove!



Come da tradizione Progetto Primo Salto mette a disposizione dei nostri ospiti la nostra Lampada di Aladino...esprimi tre desideri....

Ma si avverano poi ? Allora .....il primo è smettere il più tardi possibile di giocare a pallavolo, il secondo è la speranza che lo sport abbia sempre più  valore e il terzo è che in futuro riesca a trasmettere la mia voglia e la mia passione per lo sport ad una o ad un futuro erede!



Ora che non legge più nessuno lo puoi dire, chi è stato il tuo allenatore delle giovanili preferito?

Doretti non fare il furbo!


Ciao Alessandro un grande in bocca al lupo da Progetto Primo Salto.

lunedì 7 marzo 2011

Intervista con...Paola Ellisse giornalista di Sky Sport


Oggi incontriamo una cara amica di Progetto Primo Salto: Paola Ellisse, bravissima giornalista di Sky Sport, che abbiamo il piacere di seguire nelle telecronache del Campionato italiano di basket serie A.


Ciao Paola raccontaci qualcosa di te, del tuo lavoro, dei tuoi hobbies.
Raccontarsi non è mai facile…ho 50 anni, da 20 faccio la giornalista, devo dire che questo lavoro mi ha dato una nuova dimensione di vita. Lavoro in un mondo “di gioco”, pieno di ragazzi giovani che hanno tanta energia, un’energia contagiosa che non mi fa sentire il peso degli anni che passano, e mi consente di sentirmi sempre giovane e piena di voglia di fare progetti, di pensare al futuro come ad un libro tutto da scrivere. Come avrai intuito il mio lavoro è anche il mio hobby preferito, ma quando non sono in giro per campi di basket o in redazione mi piace moltissimo leggere, qualsiasi libro è fonte di crescita, scrivo moltissimo (anche se nessuno leggerà mai ciò che metto sulla carta) e d’estate faccio l’istruttrice di subacquea in un villaggio delle Maldive, dove posso staccare completamente la spina con il mondo e ricaricarmi. Mi piace stare in mezzo alla gente, ascoltare la storia che ognuno ha da raccontare e provare a raccontare le storie delle persone che incontro nel mondo del basket.

Che rapporto avevi con lo sport da bambina e come è diventato un lavoro?
Da bambina piccola ero una grande appassionata di sci, andavo in montagna con la mia famiglia ogni volta che ne avevo la possibilità. A 10 anni sono entrata alla scuola di ballo del Teatro alla Scala, e anche se la danza non è esattamente uno sport posso garantirti che otto ore di lezione al giorno sono qualcosa di molto vicino al professionismo sportivo…il basket invece è diventato il mio sport preferito quando ho conosciuto il mio ex marito, all’epoca giocatore a Milano. Innamorandomi di lui mi sono innamorata del basket, e frequentando l’ambiente ho avuto la grande fortuna di riuscire ad entrare in una piccola tv privata di Caserta. Da lì una serie di casi fortunati mi ha portato fino a Milano, all’epoca a Telepiù, dove ho iniziato a fare seriamente questo lavoro transitando per il calcio, la formula uno, il tennis, ed arrivando finalmente al basket!

Sei la prima donna italiana alla quale è stata affidata la telecronaca sportiva di un campionato maschile, ma a mio parere prima di tutto sei una bravissima giornalista, ti pesa dover dimostrare qualcosa in più solo per il fatto di essere donna?
Non è facile essere donna in un mondo di uomini, anche se devo dire che all’interno dell’ambiente sportivo non ho mai avvertito nessun tipo di discriminazione, sono sempre stata trattata come “uno” del gruppo, senza distinzione. E’ all’esterno che è più difficile, un errore fatto da me è meno perdonabile di uno commesso da un uomo, devo sempre comunque dimostrare di poter stare dove sono, nulla è scontato. E’ dura, ma nel contempo è fonte di grande soddisfazione riuscirci, cercando di non snaturare la mia parte femminile anche se devo ovviamente usare un linguaggio maschile. In piu’ è anche divertente osservare le reazioni quando sono in giro per i campi all’estero; mi guardano come se fossi uno strano animale piovuto lì per caso, e trovo la cosa molto esilarante. Infine, so che non lo dovrei dire, ma sono enormemente orgogliosa di essere riuscita in un campo prettamente maschile, di aver dimostrato che una donna può fare qualcosa in più dell’intervista a fine partita o della conduzione tutta sorrisi. Aspetto soltanto che qualche altra donna abbia voglia di mettersi in gioco, di esporsi e provarci.

Progetto Primo salto: sport e bambini la tua opinione.
Le prime parole che mi vengono in mente sono salute e gioco. La salute del corpo e dell’anima, il comprendere che insieme si è più forti e si può arrivare più lontano, la disciplina che lo sport ti impone e che tu devi imporre al tuo fisico, la capacità di gestire istinti ed emozioni. Il tutto giocando, senza stress, senza pressioni, senza la necessità di vincere ma con la giusta competitività che ti servirà poi nella vita di tutti i giorni. Viviamo in un Paese in cui troppo spesso non ci sono strutture adatte per i bimbi, e ogni volta che mi capita di vederne una in cui le cose funzionano mi esalto al pensiero che quei bambini abbiano la possibilità di diventare, grazie allo sport, adulti più sani e persone migliori.   

Ai nostri bambini che si avvicinano ora allo sport e lo vivono come un gioco cosa vorresti dire.
Continuate a giocare! Non pensate a diventare per forza professionisti, non rincorrete record o successi a tutti i costi. Lo sport è gioia, soprattutto per i bimbi, e se fatto con gioia può regalare soddisfazioni enormi. E ricordatevi che l’autocritica è la cosa piu’ importante; sbagliare è normale, darne la colpa ad altri no. Assumersi le proprie responsabilità è qualcosa che solo i grandi uomini, e i grandi sportivi, sanno fare.

Come da tradizione Progetto Primo Salto mette a disposizione dei nostri ospiti la nostra Lampada di Aladino...esprimi tre desideri....
Il primo, molto personale, è di poter fare questo lavoro ancora per molti anni. Poi vorrei un mondo più pulito, sia fisicamente che in chi lo abita; meno bugie più fatti. E onestamente in questo momento non ne ho un terzo, mi accontenterei cosi…

Ci vieni a trovare a Siena?
Certo che vengo a trovarvi, appena sarò da quelle parti ne sarò felicissima!!

Grazie Paola, ti aspettiamo con tutto il calore dei nostri bambini!

mercoledì 23 febbraio 2011

Intervista su Antenna Radio Esse


Al link sottostante potete scaricare l'intervista condotta da Cristiana Mastacchi ai microfoni di Antenna Radio Esse a David Chiti, Presiedente dell'Associazione NOI ed a Claudio Doretti Responsabile del Progetto Primo Salto sulla "Siena a misura di bambino" ...

mercoledì 9 febbraio 2011

In compagnia di Teo&Bea

Oggi andiamo a conoscere una cara amica di Progetto Primo Salto: Francesca Podestà responsabile e autrice di Teo&Bea, periodico per bimbi di educazione ambientale. 

Alla ricerca di spunti per l'attività di percorsi motori in fiaba mi sono imbattuto in questo meraviglioso progetto di cui non ci si può non innamorare. Lascio quindi la parola a Francesca che oltre ad essere una bravissima professionista è anche una splendida persona dal punto di vista umano.


Ciao Francesca e grazie per l'intervista, raccontaci come nasce Teo & Bea?

TEO & BEA nasce dall'esigenza di comunicare una corretta educazione ambientale già dai primi anni dell’infanzia, dai bambini degli asili ai piccoli studenti delle scuole elementari e medie, affrontando percorsi didattici specifici, come il riciclo della carta e dei materiali rinnovabili, del risparmio energetico ed il corretto comportamento verso gli animali e la natura. Gli argomenti sono affrontati attraverso il linguaggio delle favole, giochi e rubriche, accompagnati da brevi schede didattiche riassuntive ed esplicative.

Quali sono le fondamenta del progetto?

Le fondamenta del progetto sono le favole. Il desiderio è quello di instaurare un dialogo con i bambini. Sono convinta che una favola per un bambino possa significare tanto!

Si parla tanto di sociale, molti politici se ne occupano, ma spesso si ha la sensazione che le problematiche dei bambini non vengano adeguatamente supportate. Qual è la vostra idea?

Trovo che le problematiche dei bambini e assieme ad esse, quelle delle famiglie, siano davvero molto poco prese in considerazione. Sono architetto e troppo spesso mi accorgo che non ci sono spazi verdi dedicati al gioco, alla libertà. Teo & Bea nasce proprio anche per questo motivo, ormai i bambini non conoscono nemmeno il cambio delle stagioni, non sanno che la natura regali certi frutti in certi periodi dell’anno e altri frutti in altri periodi … sfuggono troppe emozioni. I bimbi non sono più educati alla serenità di un cielo azzurro o alla gioia dei colori di un arcobaleno. Trovo ciò molto triste.

Suggerimenti ai papà?

Che dire, credo nelle famiglie unite con ruoli ben distinti. Suggerisco ai papà di fare i papà e di non sottrarsi alle responsabilità!

Bimbi e movimento la vostra idea?

Trovo assolutamente importante che i bimbi abbiano la possibilità di fare movimento. Grazie a percorsi di gioco si matura l’autostima e si acquisisce sicurezza. Si conosce il proprio corpo, le proprie capacità, i limiti. Per questo motivo, Teo & Bea si fa portavoce e propone percorsi in favola tramite i quali poter vivere la favola, assaporare e condividere le emozioni e l’immaginazione che il racconto va a suscitare! Credo che su questo punto ci siano molti aspetti comuni con il Progetto Primo Salto vero??!

Come da tradizione Progetto Primo Salto mette a disposizione dei nostri ospiti la nostra Lampada di Aladino...esprimi tre desideri....

1) Che ogni bambino abbia la propria favola
2) Che Teo & Bea possa accompagnare qualche bimbo nel proprio percorso di crescita personale
3) Il terzo lo lascio a voi …


Ringraziamo Francesca per la sua disponibilità e invitiamo tutti i nostri lettori a visitare il sito di Teo&Bea a questo link

mercoledì 13 ottobre 2010

Incontro con.....Antonio Rinaldi

Oggi andremo a conoscere un professionista del mondo della pallavolo, un ottimo allenatore, ma soprattutto una persona dal grande spessore umano: Antonio Rinaldi.

Ciao Antonio…..presentati ai nostri amici…..
Ciao!!!!…sono nato in Puglia a Foggia, e fino alle scuole superiori ho vissuto in una cittadina piena di monumenti e storia, ma soprattutto piena di sport: Lucera, poi finite le scuole ho frequentato l’università di Scienze Motorie  ad Urbino (non potevo fare altro…Mamma, Papà, Zia e prima ancora Nonno insegnanti di Educazione Fisica…non potevo scappare!!!!!) e da li praticamente per 5 anni non mi sono più mosso. Ho iniziato ad allenare continuando fortunatamente a giocare  fino a che, conclusa la Laurea Specialistica in Scienze e Tecniche dello Sport, ho ripreso a spostarmi con immenso piacere ma questa magari è un’altra storia
Raccontaci come hai iniziato a fare sport….cosa ricordi dei primi passi nel mondo del volley?
Come puoi immaginare, ho iniziato prestissimo; i miei genitori avevano una palestra di ginnastica artistica e ritmica. I primi passi nello sport sono stati proprio nell'artistica, poi  a 6 anni ho iniziato con il volley. Mi ricordo di quel periodo, tanta voglia ed allegria, ma anche tanta disciplina, tecnica ed impegno anche se eravamo tutti dei marmocchietti. Poi è arrivato il tennis, lo sci, il nuoto ed ultimo la pallacanestro: una formazione multilaterale che mi ha sicuramente aiutato molto, ma quello che ricordo fermamente è che la pallavolo è stata sempre al mio fianco ormai praticamente da 19 anni.
E ora a cosa stai lavorando?
Ora mio malgrado sto “solo” allenando ed ho dovuto abbandonare la pallavolo giocata (so che nessuno se ne dispiacera…..ma a me manca molto!!!!). Ad ogni modo, mi sono dedicato negli ultimi anni ad inseguire un sogno, quello di poter conciliare il lavoro con la passione e per il momento ci sto riuscendo. La pallavolo ora è il mio lavoro: collaboro con un’importante società di Serie A1, la Chatoe d’ax Urbino, con il ruolo di coordinatore di un settore giovanile nascente, che mira a coinvolgere anche l’entro terra della provincia.
Il momento più bello della tua carriera……e quello più brutto….
Sicuramente entrambi legati all’esperienza della scorsa stagione, la mia prima esperienza in una società di serie A, sempre alla guida di una formazione giovanile, il ricordo più brutto è stato anche quello più bello…perché come sappiamo dalle sconfitte si cresce e si rinasce sempre più forti; e bene ne ho avuto la prova, l’obiettivo di una stagione, l’accesso alle finali provinciali U18 sfuma in un golden set che ha dell’incredibile. Ma se pur non ancora consapevoli di quanto stesse accadendo, il gruppo intero è rinato da quella triste serata e l’obiettivo finale è diventato goccia dopo goccia sempre più concreto e sempre più vicino fino alla meritata salvezza alla penultima di campionato con una delle gare più belle della stagione…ancora colgo l’occasione di ringraziare un gruppo di ragazze davvero fantastico, che si è stretto sempre più soprattutto nei momenti di bisogno.
Come hai conosciuto Progetto Primo Salto?......raccontaci questo incontro…..
Mi viene sempre da sorridere quando ci penso, anche se ormai mi sembra di conoscere Claudio da una vita…parliamo veramente tanto entrambi. Ci siamo conosciuti grazie ad uno dei nuovi strumenti della comunicazione…internet!! Poi da un primo contatto i rapporti si sono stretti sempre più, fino a che mi ha fatto sentire parte della famiglia, anche se aspetto ancora di mangiare questa benedetta fiorentina, ma soprattutto aspetto la bottiglia di brunello che tanto mi ha promesso.
Cosa vorresti dire ai bambini che stanno per iniziare il Progetto?
Di sicuro che hanno scelto il posto giusto, dove divertimento e voglia di imparare sono ingredienti fondamentali per la crescita e la formazione di tutti, bambini, genitori, istruttori e perché no anche il territorio che li accoglie. Non dovranno mai scoraggiarsi davanti alle difficoltà perché esse saranno alla base del loro cammino di crescita e che troveranno sempre, nei loro compagni, negli istruttori e nei collaboratori tutti un supporto insostituibile e…soprattutto BUON DIVERTIMENTO!!!!! Imparare a crescere con lo sport è un diritto per tutti!!!
Hai trovato la lampada di Aladino……esprimi tre desideri per il tuo futuro
Eh…non è semplice con i tempi che corrono…però un paio di sogni c’è li ho, ma non ve li svelo per ora; vediamo cosa succede!!!!!
Fai un saluto agli Amici del Progetto Primo Salto….ti aspettiamo presto a Siena…..
Auguro intanto buon lavoro a tutti, e spero di essere in palestra con voi il più presto possibile!!!!
Questa è una promessa o una minaccia…mah.
Antonio Rinaldi per noi un grande amico……
Grazie a voi per tutto quello che fate, il nostro movimento sportivo in generale ne ha sempre più bisogno e non mi dilungo qui nell’elogiare l’importanza di un’attività di qualità fin dai primi approcci sportivi, perciò ancora grazie…con la speranza di poter sempre essere utile, un abbraccio a tutti Voi!!!

venerdì 1 ottobre 2010

Intervista con.....Alessandro Scipioni telecronista SKY Sport

Ciao Alessandro, un grazie per la tua disponibilità da parte degli amici del Progetto.....cominciamo?
certo
la carta di identità di Alessandro Scipioni...raccontaci chi sei?
sono nato a Milano, 35 anni fa...sono spostato con Marcella e papà di Ludovica che tra poco compie 2 anni....ho un passato di giocatore di basket delle minors (serie c)....e una grande passione per lo sci
il tuo lavoro...?
sono giornalista di Sky Sport, mi occupo di pallacanestro 365 giorni l'anno
sport: lavoro o grande passione?
lavoro e grande passione mixati….il massimo
un paio di scarpe e una bacchetta magica chi vorresti diventare?
bella domanda...me stesso, con maggiore esperienza e in grado di mettere in pratica i tanti insegnamenti dei miei colleghi più esperti, per non dire anziani, vorrei contribuire a far crescere la cultura sportiva in tv anche per i gli sport volgarmente detti minori
e se le scarpe fossero da ginnastica e la bacchetta magica potesse farti diventare un campione?
Mike D'Antoni forse un idolo di gioventù
Alessandro ha 5 anni quale è il suo rapporto con lo sport?
praticavo più discipline...che al tempo erano solo un gioco...utile per stare in compagnia, per muovermi e imparare a "stare al gioco" di fondo però era solo il momento del divertimento
i 3 giochi preferiti della tua infanzia
il basket, una costante, nuoto e calcio....però adoravo anche nascondino se vale
il tuo pensiero sullo sport giovanile in Italia
siamo indietro, manca una cultura dello sport che parta dalla base, mancano le infrastrutture...ma per fortuna c'e'ancora gente che con passione e tenacia riesce a creare ambienti adatti e portare avanti progetti interessanti. Troppo poco, manca l'attività scolastica e le federazioni sono fagocitate solo dall'aspetto agonistico....utile, necessario ma non abbastanza per avvicinare i bimbi allo sport nel modo corretto
tua figlia ...papà lo sport non mi piace?....reazione?
cercherò di farle capire che lo sport fa bene....non importa quale ma che l'attività fisica e' importante....ma poi vorrei che scelga la sua strada...io cercherò di dare consigli
studio e sport possono andare d’accordo?
assolutamente si...anzi devono !
perché  le persone pensano che gli atleti per esser professionisti devono essere ignoranti?
per uno stereotipo vecchio che per diventare un campione sei costretto a lasciare lo studio....vecchio retaggio calciofilo....
un consiglio per gli istruttori del Progetto Primo Salto...
divertiteti nel far giocare e divertire i bambini...il resto poi viene da solo ma....studiate, aggiornatevi
una raccomandazione e un saluto ai bambini e a chi si sta avvicinando allo sport?
ai bambini un grande saluto nella speranza che imparino ad amare lo sport al di là di colori di maglia e squadra; divertitevi senza pensare a chi vince e chi perde a chi è più bravo e chi meno...solo divertirsi ed imparare e rispettare le regole dello sport
ciao Alessandro un grande ringraziamento per l'intervista e chiaramente ...mi assumete alla redazione di Sky?
certo....! a presto

venerdì 24 settembre 2010

"al di la di tutto...la passione per lo sport"

Qualche mese fa ho avuto il piacere di conoscere attraverso Facebook una grandissima persona, un'allenatrice che come me condivide la passione per i bambini, per lo sport e per la pallavolo. Parlando con lei mi sono commosso, ho riflettuto su quante cose che giornalmente diamo per scontate in un attimo possono cambiare, con che facilità certe certezze e punti fermi possono venir meno. Ma lascio che siano le sue stesse parole a darvi spunti di riflessione:

"Mi presento...sono Simonetta Bruno tecnico Fipav di 2 grado..Piacere a tutti..a chi non ho avuto modo di contattare e a chi mi permette oggi di dichiarare la nostra condizione. Se la terra trema..L'aquila vola...questi tra i numerosi motti nati dopo il sisma del 06-04-2009...ma non è così...tutto fermo...mentalmente tutto bloccato..e una mano in più per ripartire potrebbe essere lo sport..la pallavolo. Pallavolo per dimenticare che non ci sono più luoghi di ritrovo per i bambini, per i genitori e per gli anziani...e che fare?? non si sa...la grande forza di volontà che ci ha fatto ripartire subito dopo il sisma, era una dichiarata volontà di non abbandonare i nostri luoghi, i nostri punti di forza: lo sport per riuscire a continuare nella finta normalità quotidiana. Poi però, ad un certo punto,ti guardi intorno e chiudi gli occhi , per immaginare e non voler osservare la realtà..una stagione passata in una tensostruttura, con la temperatura esterna non confortevole ma quella interna ancora più bassa, L'Aquila la città più fredda d'Italia..allenamento con guanti e sciarpe,, riscaldamento non funzionante, a cui si aggiungono allagamenti costanti della palestra..oppure 50 gradi da boccheggiare a distanza..questa è la nostra realtà...ma noi siamo stati realmente fortunati...avevamo ed abbiamo ancora un punto di riferimento, una struttura a forma di palestra..ma soprattutto,abbiamo avuto tanta forza di volontà per voler oltrepassare ogni ostacolo...le palestre...ebbene si! non ci sono palestre...e ancor più grave non ci sono più bambini...bambine....è difficile...è veramente difficile...PASSIONE , la definisco io..e ringrazio anche chi vicendevolmente ha creduto in me ed in sé, e non ha mollato facendomi coraggio: Michele l'altro allenatore.. in due, siamo riusciti a farci forza e ad andare avanti...ringrazio però soprattutto la PASSIONE DELLE  NOSTRE RAGAZZE e dei nostri RAGAZZI... Buoni progetti per lo stimolare lo sport nelle tendopoli, ma
nessuno di coloro che era arrivato per lavorare lasciava trasparire passione e volontà in ciò che si faceva; a pochi interessava dare una certezza ai più piccoli, che vedevano frastornati i loro genitori, insicuri, tristi e angosciati, ma comunque la loro Certezza, la loro Sicurezza, il loro Futuro..solo chi ,lavorandoci e avendo vissuto il trauma, aveva esigenza di rassicurarli ,di affievolire le loro ansie e di levigare i problemi sorridendo
nonostante scendessero le lacrime,saltando e correndo non avendo più forza nonostante non si riusciva a riposare tranquilli la notte, per le infinite scosse e anche cantando urlando a squarcia gola... Sono passate per L'Aquila infinite persone importanti..forse prima di allora nemmeno erano a conoscenza dell'esistenza di questa città, che purtroppo ora non esiste più.. 
Vi ringrazio tutti...Vi ringrazio per aver dato sfogo alla nostra condizione di letargo...Vi ringrazio per aver ascoltato queste poche parole scritte con lo sfogo di chi ha voglia di reagire,di chi crede alle parole che da quasi 2 anni vengono ripetute ma non messe in opera..apriamo le porte ai giovani, loro daranno sicuramente il più grande contributo alla rinascita di questa città ancora morta..."
Simonetta Bruno
unite per L'Aquila

giovedì 23 settembre 2010

Importante collaborazione per Progetto Primo Salto...andiamo a conoscere Marilù Mengoni biologa, nutrizionista, psicologa

Progetto Primo Salto ha messo a punto un'importantissima collaborazione con Marilù Mengoni, biologa, nutrizionista, psicologa, che per tutta la durata del progetto sarà a disposizione delle famiglie degli iscritti per rispondere ad ogni quesito legato alla corretta alimentazione dei bambini.

Andiamo a conoscere chi è Marilù Mengoni.......
dal sito www.psicoalimentazione.it

Biologa nutrizionista e Psicologa del Lavoro e delle Organizzazioni, Marilù Mengoni è iscritta all'A.M.I.K. (Associazione Medica Italiana Kousmine), all'A.I.F. (Associazione Italiana Formatori) ed alla S.I.P.N.E.I. (Società Italiana di Psiconeuroendocrinoimmunologia). E' certificata per l'insegnamento della Creatività secondo il metodo del "Pensiero laterale" di Edward De Bono (Venezia, maggio 1999); è docente nel corso di perfezionamento "FONDAMENTI RAZIONALI E CRITICI PER L'UTILIZZO TERAPEUTICO DELLE PIANTE MEDICINALI" presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Milano, ed è operatore III livello di EFT (Emotional Freedom Techniques), tecnica semplice ed utile per risolvere centinaia di disturbi, di natura fisica, mentale o emozionale e molto efficace nel caso dei disturbi alimentari. Tiene seminari, conferenze e corsi di formazione su tutto il territorio nazionale. Negli studi di Orbetello (Gr), di Grosseto e di Roma si occupa di consulenza individuale e di gruppo, in particolare di Psicoalimentazione®, del Metodo Kousmine, della ricerca delle intolleranze alimentari e delle tecniche naturali di rilassamento.
Come consulente aziendale da più di 15 anni si occupa di progettazione didattica, docenza, formazione outdoor, coaching, tutorship, selezione del personale mediante colloqui ed assessment center, analisi e valutazione del potenziale, facilitazione in circoli di qualità, per conto di società di consulenza, istituti di formazione, enti locali, scuole pubbliche, associazioni ed aziende private.

mercoledì 22 settembre 2010

Un solo aggettivo......fantastici!!!

tratto dawww.bandao.it
Bandão è un’orchestra di 40-50 percussionisti diretti dal batterista Francesco Petreni, che dal 1995 si propone in concerti e performances di piazza, a ritmo di samba e percussioni afro brasiliane. Il repertorio varia da ritmi popolari brasiliani, tradizionali e moderni (Samba Batucada, Samba Reggae, Bloco Afro Style, Ijexa, Maracatù) a composizioni originali. Gli strumenti utilizzati sono quelli del carnevale carioca e quelli dei Bloco Afro di Bahia: surdo, caixa, repinique, tamborim, ganza, agogo, tarol, pandeiro, timbales ecc. Il gruppo si esibisce sia in sfilate per le vie cittadine, sia sul palco; non necessita di amplificazione, ma ove vi sia la possibilità di un impianto adeguato, propone una performance con cantante, chitarra e cavaquinho, in stile Samba de Enredo.

Bandão ha partecipato a feste, carnevali e rassegne in molte parti d'Italia (Roma, Viareggio, Milano, Venezia, Mantova, Foiano, Stia, Senigallia, Firenze, Modena, Cormons, Pisa, Certaldo ecc.) ed all’importante carnevale caraibico a Londra (Nottinghill Carnival 1998).

Guardali in azione.....