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giovedì 17 novembre 2011

Children’s Pride e 1° Salone Internazionale del Diritto all’Infanzia

Il 18 novembre prende il via il Children’s Pride e al suo interno il 1° Salone Internazionale del Diritto all’Infanzia (S.I.D.A.I). Giochi e incontri a CarraraFiere per una tre giorni di festa dedicata a grandi e piccini

“Siamo stati tutti bambini. E tutti noi desideriamo il benessere dei nostri bambini”. La frase, riportata nella dichiarazione finale del Summit ONU per i Diritti dell’Infanzia, nel 2001, fotografa nella sua semplicità il lavoro dei tanti che, quotidianamente - e a tutte le latitudini – si adoperano per i più piccoli.

Molti di loro si sono dati appuntamento a Marina di Carrara, dal 18 al 20 novembre prossimi, per il Children’s Pride, una tre giorni dedicata ai ragazzi e ai loro genitori tra giochi, spettacoli e laboratori didattici pensati per accontentare tutti: grandi e piccini.

A CarraraFiere però, il visitatore troverà molto di più di un’occasione di divertimento visto che la manifestazione ha come obiettivo ultimo la promozione e la divulgazione dei principi della Convenzione Onu dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza del 1989.         Con il Children’s Pride si svolgerà, infatti, anche il 1° Salone Internazionale del Diritto all’Infanzia, il cui acronimo S.I.D.A.I è anche un incentivo a fare di più e meglio per i bambini e le bambine di tutto il mondo.

“A oltre 20 anni dall’approvazione della Convenzione Onu sono ancora troppi gli articoli di quel testo che non vengono rispettati in ogni parte del pianeta.” dichiara Sonia Del Freo, presidente di Girogirotondo onlus e ideatrice di Children’s Pride “Per questo motivo abbiamo voluto organizzare questo evento che offre sia momenti di gioco che momenti di riflessione per costruire un mondo davvero a misura di bambino”.

Appuntamento unico nel suo genere, il Children’s Pride si propone di dimostrare come sia possibile fare informazione sociale tramite il gioco, lo spettacolo, lo sport. Un’esperienza pilota che pone finalmente al centro il bambino, attore principale di attività costruite a sua misura, tra divertimento e pedagogia.

Saranno oltre 100 le aree dedicate ai giochi: sport e creatività, basket, pallavolo e calcetto, accanto a fogli e colori per dare forma alla fantasia; una biblioteca in cui leggere (e raccontare) favole e storie proprio vicino al campo di tiro con l’arco e alla parete per avventurarsi nel free climbing. E ancora, tanti spettacoli a rotazione. Su tre palchi, per un totale di mille posti a sedere, si alterneranno maghi e prestigiatori, clown e giocolieri e persino un maestro cioccolataio che sorprenderà con le sue golose sculture. Ai partecipanti insomma...l’imbarazzo della scelta.

Grande spazio sarà riservato, poi, alla riflessione sulle problematiche più attuali per la crescita e il benessere dei bambini: Paolo Crepet, Anna Oliviero Ferraris, Michele Carruba e Maria Rita Parsi sono solo alcune delle personalità che si confronteranno con temi delicati quali l’obesità e il disagio giovanile, l’uso e l’abuso di internet tra i più piccini e l’integrazione culturale nelle scuole.

Gli incontri si alterneranno in un serratissimo calendario che culminerà il 20 novembre con la testimonianza dell'Iraniana Shirin Ebadi, Nobel per la Pace 2003, in occasione della Giornata Mondiale per i diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza. La Ebadi, da sempre impegnata nella lotta contro le violazioni dei diritti umani - nel suo paese come nel resto del mondo – è in prima linea nella difesa dei diritti dei bambini ed è stata, tra l'altro, anche socia fondatrice della Society for Protecting the Child's Rights.

Ma non è tutto: in linea con l’impegno profuso nella promozione dei Diritti all’Infanzia, Children’s Pridesi offre come vetrina per Associazioni, Enti e Organizzazioni che hanno fatto della tutela dei bambini la loro missione.

“Inseguo questo progetto da molti anni - chiosa del Freo - nella convinzione che i bambini siano la nostra priorità sempre e comunque.” E nella speranza che i grandi – e i Grandi - imparino a rispettare quotidianamente e con i fatti la Convezione ONU.

A Children’s Pride entrerà gratis chiunque ha meno di 12 anni, mentre gli adulti pagano un ingresso di 9 euro ma anche per loro giochi, attività e spettacoli sono gratuiti. I biglietti sono validi per l’intera giornata ed all'interno dello spazio sono attrezzati punti ristoro e servizi, come una nursery con fasciatoi, seggioloni e scalda pappa, a misura del bambino e della sua famiglia.

L'Evento è aperto da venerdì 18 novembre a domenica 20 novembre dalle 10.00 alle 19.00 con orario continuato. Children’s Pride  si svolge a Carrara, presso il polo fieristico di CarraraFiere, situato tra mare ed Alpi Apuane ad un passo dalla Versilia.

La Direzione artistica è di Sonia Del Freo, la comunicazione è affidata ad Altrieventi Srl. Il progetto ha il patrocinio del Comune di Carrara, della Provincia di Massa e Carrara, della Regione Toscana e di Banca Popolare Etica. Sono partner dell'iniziativa le società Bassilichi Spa, Quercetti, Giotto Fila, LEGO, Giomais, Joy Project, I Gigli e la Associazione Lav.

sabato 12 novembre 2011

Nel fine settimana a Siena si parla di diritti dell'infanzia

L’Unicef in collaborazione la Provincia, il Comune, l’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese e l’Università oraganizzano per il 14 e il 15 novembre un seminario sul tema “Convenzione sui diritti dell’infanzia dell’adolescenza”.
L'incontro fornirà importanti indicazioni per valutare a che punto sono nel nostro territorio le politiche di sostegno a tutti i giovanissimi, nati in terra di Siena o qui immigrati.

L'evento è inserito nel programma di “Leggere è volare”, festa del libro per ragazzi e giovani, giunta alla XXI edizione che si svolge a Siena presso la Tendostruttura de La Lizza.; un appuntamento consolidatosi nel tempo e atteso da alunni e insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado del territorio senese, ma anche dall’intera cittadinanza.

mercoledì 19 ottobre 2011

Non facciamo finta di niente!!!!!

I bambini 
hanno diritto 
a muoversi 
e a giocare 
divertendosi!

Lo sancisce l’articolo 31 della Convenzione sui diritti dell’infanzia, emanata dall’O.N.U il 20 novembre 1989, sancisce il diritto al gioco e richiama tutti gli adulti ad adoperarsi perché sia soddisfatto. 

Tale convenzione, entrata in vigore il 2 settembre 1990, venne ratificata dal governo italiano il 2 maggio 1991 con la legge 176. Veniva cosi istituita la Giornata Mondiale dell’ Infanzia.

I bambini non solo hanno il diritto di giocare, ma le Amministrazioni si devono impegnare al fine di offrire opportunità uguali ed adeguate per le attività culturali, artistiche, ricreative e di svago.

lunedì 21 febbraio 2011

Discorso di Kofi Annan per l'infanzia

Illustri Capi di Stato e di governo, Eccellenze, Signore e Signori, Questa non è soltanto una Sessione speciale sull'infanzia. È una riunione sul futuro dell'umanità. Ci incontriamo qui perché non c'è nulla di più unificante, più urgente o pìù universale del benessere dei bambini. Non c'è questione più importante...
Per lavorare per un mondo a misura di bambino, dobbiamo lavrorare con i bambini. Vorrei quindi rivolgermi a loro - ai bambini del mondo.
Vorrei dirvi che, dovunque voi viviate,
Avete il diritto di crescere liberi dalla povertà e dalla farne
Avete diritto a una istruzione di qualità, che siate bambine o bambini
Avete diritto a essere protetti dalle malattie infettive, compreso l'HIV/AIDS
Avete il diritto di crescere in un pianeta pulito e sano, con disponibi1ità di acqua potabi1e
Avete diritto a una vita libera dalla minaccia della guerra, dell'abuso e dello sfruttamento.
Questi diritti sono ovvii. Eppure noi, gli adulti, abbiamo deplorevolmente fallìto nel garantirvi molti di essi.....
Agli adulti in questa sala, vorrei dire: smettiamola di far pagare ai bambini i nostri fallimenti. Chi fra di noi non si è sentito umiliato, guardando negli occhi un bambino deluso? I ragazzi presenti in questa sala sono testimoni delle nostre parole. Loro e i loro coetanei in ogni paese hanno diritto di aspettarsi che noi traduciamo le nostre parole in fatti e, lo ripeto, si aspettano che traduciamo le parole in fatti e che costruiamo un mondo a misura di bambino.
Grazie 

New York - maggio 2002 - Kofi Annan (Segretario generale dell'ONU)
Un applauso da parte dei bambini di Progetto Primo Salto. 

sabato 16 ottobre 2010

La carta dei diritti del bambino nello sport

È nata nel cerchio degli allenatori sporitivi ginevrini. Essa li impegna a rispettare il ritmo di ciascuno e a preservare i giovani di cui hanno l'incarico. E' destinata ad essere largamente diffusa affinchè, a poco a poco, ogni sociétà, ogni allenatore e ogni genitore giunga, come gli istigatori della Carta, a tenere veramente conto del benessere di ogni bambino. Molti giovani praticano uno sport. Ma teniamo veramente conto del loro avviso, delle loro aspirazioni ? Prendiamo sufficientemente a cuore la loro salute e il loro sviluppo fisico? La moda, o «l'obbligo di risultati» nell'agonismo non va talvolta all'opposto degli interessi vitali del bambino? 

1. Diritto di fare dello sport: ciò vuol dire che se un ragazzo desidera avvicinarsi alla disciplina sportiva di sua scelta, l’adulto non può negargli questa possibilità, ma deve offrire al giovane le condizioni che più si adattano al suo livello. Quanti ragazzi obesi, poco abili, caratteriali o indisciplinati sono stati così allontanati dallo sport?

2. Diritto di divertirsi e di giocare: si tratta di rispettare il modo in cui si gioca a questa età, dove si inventano magari regole personali di gioco, tanto per cambiare, dove i ritmi di lavoro sono diversi, dove si è spesso alla ricerca dell’aspetto ludico. Sovente quando un ragazzo abbandona lo sport a 12-13 anni lo attribuisce alla troppa serietà dell’ambiente sportivo e alla noia che prova durante gli allenamenti. Ed è bene qui ricordare che nell’origine stessa della parola "sport" (dal francese antico "desportes") c’e’ la nozione di divertimento.

3. Diritto di beneficiare di un ambiente sano: oggi, nello sport di competizione, la lotta al doping e la promozione del fair play sono obiettivi comuni alla grande maggioranza delle federazioni sportive. Questi sono comportamenti che si imparano da giovani e che un ambiente sportivo "sano" deve insegnare. Purtroppo non è sempre il caso, basti pensare a dichiarazioni e azioni di allenatori delle squadre giovanili nei confronti degli arbitri...

4. Diritto di essere trattato con dignità: il ragazzo non è un essere inferiore e l’autorità non è quella dell’adulto che urla, punisce, minaccia. Lo sport a livello giovanile non dovrebbe essere fonte di frustrazione e di delusione ma di piacere e di progresso e spetta dunque all’adulto creare le condizioni favorevoli all’ottenimento di questi obiettivi.

5. Diritto di essere accompagnato e allenato da persone competenti a seguire allenamenti adatti alle proprie possibilità: bisogna riconoscere che chi si occupa di giovani lo fa investendo tempo e volontà, sovente senza domandare nulla in compenso; ciò non toglie tuttavia che egli deve formarsi , conoscere i principi dello sviluppo fisiologico e psicologico onde evitare grossolani errori. Purtroppo c’è ancora la tendenza da parte delle società sportive di affidare atleti giovanissimi ad allenatori poco competenti, con risultati ovviamente poco soddisfacenti sia dal punto sportivo che educativo.

6. Diritto di misurarsi con giovani di pari forza: è senz’altro interessante per il giovane essere confrontato all’insuccesso nello sport; tuttavia, se egli viene costantemente messo a confronto con avversari che non hanno le sue stesse probabilità di successo, la sua esperienza potrà essere quella o di sentirsi impotente o di sentirsi imbattibile, ciò che non è molto utile dal punto di vista educativo.

7. Diritto di partecipare a competizioni adatte: esistono esempi positivi di come si possa rispettare questo diritto. In molti sport infatti si sono introdotte competizioni specialmente rivolte ai giovani (mini-tennis, mini-basket, mini-calcio, ecc...) gare dunque più consone alle caratteristiche spazio temporali del bambino e del ragazzo.

8. Diritto di praticare il proprio sport nel pieno rispetto delle norme di sicurezza: abbiamo potuto constatare troppo spesso che incidenti evitabili o lesioni da sovraccarico di lavoro accadono in allenamento, a causa di negligenze dell’adulto. Bisogna tuttavia riconoscere che in questi ultimi anni molto si è fatto in questo ambito (adattamento delle infrastrutture, consigli medici, stretching).

9. Diritto di disporre del sufficiente tempo di riposo: ciò significa proporre un programma di allenamento ben equilibrato e che consenta momenti di recupero. Questo vuol dire anche che nei periodi di congedo scolastico l’allenatore rispetta la necessità di riposare oltre il fisico anche la mente e non impone una quantità eccessiva di allenamento.

10. Diritto di non essere un campione: il ragazzo va considerato non solo in virtù di una buona competenza sportiva e di una qualsiasi eccellenza dei suoi risultati, ma anche e soprattutto con i suoi limiti e la sua inesperienza. Ma ha anche diritto di essere un campione, se il giovane ne ha il talento e la voglia, a condizione che non serva unicamente ad appagare l’ambizione dei genitori, allenatori o dirigenti