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mercoledì 18 aprile 2012

Il corpo dei bambini strumento d'espressione

La naturale attitudine a muovere il corpo è senza dubbio l’occasione ideale per conoscerlo. 

Se si utilizzano le parti del corpo in modo organizzato è più facile per i bambini apprendere denominazione, controllo, espressività e quanto altro delle loro potenzialità.

Conoscere con il corpo e saperlo utilizzare al meglio delle sue capacità è un obiettivo a lungo termine; nella scuola dell’Infanzia si pongono le basi per raggiungere questa competenza, attraverso questa, fare maturare l’autostima, la consapevolezza delle proprie capacità, la voglia di provare e di mettersi in gioco.

Il corpo ha una valenza fondamentale nello sviluppo della persona in quanto  è attraverso  di esso che si può conoscere il  mondo e la giusta forma  delle sue cose.  

Attraverso la ricchezza di esperienze e i modi di sentire  e vivere il corpo il bambino di Progetto Primo Salto si costruisce lentamente quella fondamentale unità sensoriale, fisica, affettiva e cognitiva così importante  per la sua crescita.

giovedì 26 gennaio 2012

Un pomeriggio a scuola di ritmo

Ecco le prime immagini dell'allenamento in compagnia di Dario Firuzabadì, Responsabile del laboratorio di ritmi e percussioni afro-brasiliani per bambini e ragazzi Bandainhos.

Grande l'entusiasmo dei bambini che hanno ballato, giocato e fatto i loro percorsi motori accompagnati dal ritmo del tamburo di Dario.

mercoledì 25 gennaio 2012

Da Bandainhos a Progetto Primo Salto: un pomeriggio in compagnia di Dario Firuzabadi


Domani giovedì 26 Gennaio farà visita a Progetto Primo Salto Dario Firuzabadi, Responsabile del laboratorio di ritmi e percussioni afro-brasiliani per bambini e ragazzi Bandainhos.

Sarà un momento molto importante per approfondire il lavoro che abbiamo svolto questo mese sul tema ritmo e movimento con un caro amico e un grande professionista come Dario.

L'appuntamento è per domani alle 18.....maglietta nera!!!!!!

mercoledì 11 gennaio 2012

A ritmo di Primo Salto

Progetto Primo Salto è movimento e ritmo


Il ritmo…
Mi sveglio al mattino… 
Chiudo gli occhi… 
E il mio cuore freme... 
Il suo battito è musica…il mio corpo armonia… 
Come potremmo tradurre la musica, 
trasformare vibrazioni in movimento? 
Ascolta il battito del tuo cuore, 
non è forse una musica interiore che scandisce il tempo della tua 
vita? 
Ed è proprio da lì che nasce tutto, 
da questa musica che, 
uscendo, 
diventa un anima. 
Il suo corpo sei tu… 
Che devi tradurre ciò che lei sente…attraverso…il movimento…

martedì 10 gennaio 2012

Ritmo e movimento

Nei prossimi mesi lo staff di Progetto Primo Salto affronterà con i bambini un percorso molto suggestivo legato all'educazione al ritmo.

Ogni azione motoria è legata al ritmo ed in noi avviene una ricerca istintiva della ripetizione sempre uguale di movimenti e di ritmi. Il cammino come la corsa,non è altro che il susseguirsi ritmato di passi di balzi. Il ritmo è il susseguirsi regolato di fenomeni nel tempo;è un fattore percettivo ed a livello motorio diviene anche un mezzo per migliorare i meccanismi automatici del movimento. Ognuno di noi ha un proprio ritmo nel camminare,nel correre,nel movimento in generale che varia con il variare delle situazioni,delle necessità e degli stimoli esterni. 

Coordinazione e ritmo sono entrambi caratteristici di ogni movimento. Ai bambini,in fase di sviluppo,occorre praticare frequentemente,sia con la musica che senza,i movimenti che richiedono coordinazione e ritmo come saltare, galoppare. 

Gli esercizi verranno fatti individualmente, a coppia e a gruppi. Esercitare il ritmo implica la sincronizzazione cosciente del movimento sia tramite un ritmo interiore, naturale e individuale, che attraverso il ritmo suggerito dalla musica. 

Il ritmo e la musica risvegliano nei bambini il desiderio di muoversi,di partecipare con il gruppo al movimento migliorandone l’aspetto espressivo e avvertendo notevoli ripercussioni sul piano emozionale. 

L'educazione ritmica sviluppa l'orientamento, la coordinazione dinamica, l'organizzazione spazio e tempo, il controllo respiratorio e facilita la socializzazione.

giovedì 27 ottobre 2011

Educazione motoria per bambini seguendo una logica

Questo post è tratto da un intervento del Prof. Maurizio Mondoni, Dottore in Scienze Motorie, pubblicato nel sito della A.n.l.i.s.m. (Associazione nazionale laureati in Scienze Motorie), che sintetizza alla perfezione la metodologia che stiamo seguendo all'interno di Progetto Primo Salto.

"Il bambino deve apprendere il gesto o il movimento vedendolo (83%), ascoltando ciò che dice l'Istruttore (13%) ed eseguirlo (1%), comunque non si può parlare di perfezionamento tecnico, fino a quando il sistema motorio non è formato, dopodiché è possibile perfezionarlo (dalla strutturazione e dalla conoscenza del proprio corpo, fino all'automatizzazione del gesto o del movimento), tenendo presente che già dalla prima fase di formazione inizia il perfezionamento.

La formazione del sistema motorio passa attraverso le seguenti tappe:
    * conoscenza del movimento;
    * osservazione del movimento;
    * percezione del movimento;
    * possesso del movimento;
    * perfezionamento del movimento (per raggiungere la "maestria").

Quest'ultima fase avviene per fasi:
    * il bambino impara ad eseguire (non economicamente) il gesto;
    * il bambino esegue il gesto economicamente;
    * il bambino esegue il gesto in modo raffinato.

Il fondamento per raggiungere una grande abilità motoria deriva dall'educazione e dallo sviluppo delle capacità motorie, che permettono al bambino di trasformare progressivamente gli schemi motori di base (correre, saltare, lanciare, ricevere, etc.) in abilità motorie specifiche (correre, cambiare di velocità, senso, direzione, mano, scivolare, palleggiare, tirare, passare).

Giocando, il bambino deve correre (forza di spinta degli arti inferiori e velocità di esecuzione), cambiare di velocità, di direzione, di senso), ma la sua non deve essere una corsa del velocista, ma deve saperla interrompere al momento giusto per eseguire un altro movimento e deve fare tutto ciò con grande tempismo e il bambino spesso non è in grado di fare tutto ciò, quindi deve essere educato in tal senso.
Deve possedere un buon controllo del proprio corpo, deve essere in equilibrio, deve essere rapido, tempista, capacità queste che devono essere educate e sviluppate al momento giusto.

In palestra l'Istruttore deve proporre tutti gli esercizi di salto, saltelli, giocare con lo spazio, con il tempo, con il proprio corpo, giocare a palleggiare, tirare, a passare e a ricevere, a correre, a saltare, sottoforma di gare, giochi, staffette, circuiti: questi sono gli obiettivi da raggiungere!.

I bambini devono apprendere giocando, non attraverso l'automatizzazione dei gesti (e relative continue correzioni).

E la mobilità articolare dove la mettiamo?
E' importante che il bambino venga messo in grado di conoscere il proprio corpo, lo spazio, il tempo, le regole, il regolamento, i compagni, gli avversari (educazione e sviluppo delle capacità senso-percettive, degli schemi motori, delle capacità ed abilità motorie).

Nei bambini di questa età bisogna sviluppare le capacità coordinative, la mobilità articolare, strutturare le capacità condizionali, rispettare le diverse fasi dell'apprendimento e non pretendere prima del tempo la perfetta esecuzione di un gesto o di un movimento.

Non si devono costruire bambini robot o automi, ma persone pensanti, creative, che possano sbagliare, che possano perfezionare in modo progressivo la loro capacità di gioco.

Da tutto ciò, si rileva che un'educazione multilaterale in età precoce favorisce l'acquisizione di tecniche sportive corrette, l'importante è non tecnicizzare troppo precocemente!"

martedì 24 maggio 2011

Nei bambini di oggi meno muscoli e più grasso

Non sono bastati gli spinaci di Braccio di Ferro. I bambini di oggi, rivela uno studio pubblicato su Acta Paediatrica, sono meno forti dei loro coetanei di 10 anni fa. Hanno meno muscoli e più grasso.

«Ecco succede ai bambini quando smettono di arrampicarsi sugli alberi, sulle funi e di giocare all'aperto», commenta Gavin Sandercock, cardiologo dell’Università dell’Essex, in Gran Bretagna. Il medico inglese ha confrontato i dati raccolti nel 2008 e nel 1998 su oltre 300 bambini di 10 anni di Chelmsford, nell’Essex. In un decennio, la forza delle mani, quella necessaria a reggersi sui rami, è diminuita del 7%. Giù pure del 26% la forza delle braccia, calcolata in base al tempo trascorso penzoloni attaccati a una sbarra con le braccia piegate e il mento all'altezza dei pugni. Infine, il numero di esercizi per gli addominali completati in 30 secondi è sceso del 27%.

«Il calo della forza muscolare dei nostri bambini è davvero impressionante», commenta Sandercock. «La forza dei muscoli dei bambini è andata progressivamente aumentando nei Paesi sviluppati fino agli anni ’80. A quel punto, è iniziato un declino costante». Inoltre, i bambini del 1998 e del 2008 avevano stessa altezza e stesso peso: questo significa che la massa muscolare è diminuita a vantaggio di quella grassa. Colpa della sedentarietà (troppo tv, troppo computer) ma anche dell’educazione dei genitori, che spesso limitano il movimento dei figli per paura che si facciano male. Anche se i dati dicono che, sempre in GB, tra il 2000 e il 2006 le cadute dagli alberi sono diminuite, mentre sono aumentato quelle dal letto

E in Italia? La situazione non è molto diversa. Secondo gli ultimi dati Istat e Coni, tra il 2009 e il 2010 i bimbi di 6-10 anni che fanno sport sono aumentati: 100mila praticanti in più. «Ma fare sport due o tre volte la settimana non basta assolutamente, se per il resto della giornata l’alimentazione e l’attività fisica sono inadeguati», spiega Marcello Faina, direttore del dipartimento di scienze dello sport dell’Istituto di medicina e scienza dello sport del Coni. «La massa muscolare è la vera responsabile del metabolismo basale, cioè di quanto il corpo consuma stando a riposo. Il grasso non ha nessun ruolo nel dispendio energetico. Se si abbassa il metabolismo basale, a parità di calorie assunte con il cibo, si tenderà inevitabilmente a ingrassare per il resto della vita».

lunedì 14 marzo 2011

Movimento e apprendimento

Alla base della filosofia di Progetto Primo Salto c'è l'assoluta convinzione che nei bambini il gioco è gioia allo stato puro, è un salto dell’immaginazione, è la conquista di nuovi orizzonti. Ma è anche un modo per preparare il corpo e la mente alle molteplici sfide dell’apprendimento e della vita.
Ruth Schmid, pedagogista di musica e movimento, spiega il valore del gioco per prevenire e risolvere difficoltà di apprendimento scolastico.
Ogni fase nella sequenza dell’evoluzione ha la sua specifica importanza, in quanto prepara il corpo e la mente ad una sempre più complessa capacità di rispondere alle situazioni dell’apprendimento e della vita. Il bambino muove il suo corpo nello spazio, prima rotolando, poi gattonando, infine camminando, correndo, saltando, facendo capriole giravolte. In questo modo, oltre a divertirsi, sta creando un’importante serie di connessioni e collegamenti a livello cerebrale.
Ricerche scientifiche hanno dimostrato infatti che la stimolazione del labirinto auricolare, che controlla le varie posizioni del corpo nello spazio tridimensionale, a sua volta attiva il sistema vestibolare, che produce nuovi neuroni e sinapsi. Insomma, più un bambino si muove con tutto il corpo in tutte le direzioni, più la rete di connessioni cerebrali si infittisce.
Più l’equilibrio è messo alla prova, più stimoli arrivano al labirinto auricolare e al cervello. Le capriole e il rotolare, ad esempio, sono i movimenti che per eccellenza integrano le tre dimensioni dello spazio: avanti-dietro, sopra-sotto, destra-sinistra.Essere disinvolti nel muoversi nelle tre dimensioni è condizione essenziale per sapersi centrare e con-centrare, per essere capaci di stabilire punti di riferimento e trovare una collocazione di sé nello spazio.

sabato 5 marzo 2011

Un quiz da fare con il tuo bambino

Il Ministero della Salute propone un quiz "Quale delle tre in moto" rivolto ai bambini: perché è importante fare attività fisica? E quale, e quando? Questo quiz ti permette di scoprirlo: proponi al tuo piccolo queste domande, poi controlla se ha risposto correttamente! Clicca qui per fare il test

venerdì 18 febbraio 2011

L'Europa ci indica la strada

L'ambito disciplinare motorio "fornisce il contesto per trasmettere valori importanti quali la tolleranza, il fair play, l'esperienza di vittoria e sconfitta, la coesione sociale, il rispetto per l'ambiente e l'educazione alla democrazia". 
Si ritiene pertanto "la pratica motoria e sportiva uno degli strumenti più efficaci per la formazione della personalità e del carattere dei soggettivi giovane età." 

Commissione dell'Unione Europea, Raccomandazione n. 6 del 2003

Progetto primo Salto segue alla lettera....

mercoledì 17 novembre 2010

L’emozione non ha voce ma… parla con il corpo

Nei bambini piccoli è il linguaggio del corpo che ci comunica la loro gioia, preoccupazione, tensione, il loro benessere o il loro malessere.
I ritmi frenetici della nostra vita quotidiana, gli appartamenti troppo stretti e angusti, il tempo di permanenza a scuola che spesso è troppo lungo, sono un insieme di motivi per cui i bambini hanno poche occasioni per "liberare" il corpo nel movimento e nel gioco libero. 
Il movimento, che troppo spesso sottovalutiamo, apporta benefici sia mentali che fisici, basti pensare alle interminabili ore passate dietro i banchi di scuola, seduti e composti ad ascoltare ciò che viene detto dall'insegnante, che denota quanto la mente e il pensiero siano più importanti del nostro corpo. 
L'attività fisica è un'esigenza naturale, ma è anche una necessità legata alla ricerca personale della propria identità: con il nostro corpo entriamo in relazione con gli altri e cerchiamo un "equilibrio" interiore in questa relazione. 
Con Progetto Primo Salto il corpo diventa strumento di conoscenza, di espressione e comunicazione con gli altri. 
La consapevolezza e la riflessione sulle proprie azioni costituiscono il fulcro dell'educazione psicomotoria, che si pone come scopo l'armonizzazione psicofisica del bambino attraverso la consapevolezza e il controllo dei movimenti e dei gesti.

lunedì 15 novembre 2010

i benefici dello sport per i bambini

Lo sport è un elemento fondamentale per il sano sviluppo dei bambini, ancora di più di quanto lo sia per gli adulti, tanto da esser stato riconosciuto dalle Nazioni Unite come un diritto fondamentale.

L'attività fisica regolare apporta innumerevoli benefici al corpo e alla mente dei più piccoli:
- irrobustisce il fisico e ne previene le malattie
- sviluppa e aiuta a mantenere sano l'apparato osseo
- aiuta a controllare il peso corporeo
- aiuta a ridurre il grasso e la pressione sanguigna
- riduce lo stress, l'ansia, la depressione e la sensazione di solitudine
- prepara i bambini all'apprendimento futuro
- migliora il rendimento scolastico
- aiuta a controllare vari rischi comportamentali, come l'uso di tabacco, droghe o di altre sostanze, le abitudini alimentari scorrette, il ricorso alla violenza
-insegna loro alcuni dei più importanti valori della vita quali amicizia, solidarietà, lealtà, lavoro di squadra, autodisciplina, autostima, fiducia in sé e negli altri, rispetto degli altri, modestia, comunicazione, leadership, capacità di affrontare i problemi, ma anche interdipendenza. Tutti principi, questi, alla base dello sviluppo.

Non tutti i bambini accettano con entusiasmo l'idea di fare dello sport o del movimento. E' quindi fondamentale il modo in cui la si presenta. L'obiettivo deve essere duplice: muoversi divertendosi. Per questo è essenziale che il bambino viva l'attività fisica come un momento di gioco, senza dare importanza ai risultati ottenuti in termini di prestazione sportiva (naturalmente devono essere valorizzati quando sono positivi, ma non devono creare frustazione in caso contrario). Da questo punto di vista sarebbe opportuno scegliere sport preferibilmente da svolgere in compagnia di bambini della medesima età.

Qualunque sia la scelta, comunque, il supporto positivo dei genitori e degli adulti di riferimento rimane essenziale perchè il piccolo rafforzi la propria autostima e tragga sempre nuovi stimoli per migliorare.

sabato 16 ottobre 2010

Fantasia e libertà di movimento al potere!

“tu sei il re, la regina del tuo regno e lo crei a tua somiglianza.
Puoi cambiare tutto, mettere all’inverso la logica del mondo..”


E’ quasi impossibile raccontare l’esperienza di un bambino o di una bambina che si muovono nello spazio, con le parole o con le immagini, o parlare del movimento riuscendo a cogliere il vero e molteplice senso dell’esplorazione del mondo attraverso il corpo.

“Tu sei il re e la regina del tuo regno e lo crei a tua somiglianza. Puoi cambiare tutto, mettere all’inverso la logica del mondo”, è questo uno degli aspetti fondamentali delle infinite possibilità di espressione , che il bambino e la bambina, muovendosi, hanno. La capacità di agire in un altro mondo, quello delle immagini della fantasia, vero, presente, un mondo che può essere comunicato, messo in comune a patto di entrare nella sua regola, nel suo tempo e nel suo spazio. Per fare questo occorre affinare gli strumenti, trovare i mezzi, provarne le azioni per renderlo presente anche agli altri. Uno strumento, un “motore di ricerca” è il corpo, preso nella sua originale complessità e molteplicità.

Oltre che della fantasia, il corpo e il suo movimento possono essere per il bambino e la bambina, veicoli di comunicazione delle loro idee.

Attraverso un lavoro attento, è possibile mettere in luce, come movimenti del comune modo di “fare”, quotidiani, diventano movimenti emotivi, carichi di senso, straordinari.
Attraverso un lavoro attento, si può realizzare una compenetrazione, non solo tra corpo e suo pensare, ma anche tra sé e ambiente, tra individuo e ambiente sociale, nella comprensione e accettazione - scoperta quasi - dei sentimenti propri e dell’altro.

E’ importante che dall’espressione di idee, immagini e realtà interiori, nasca una comunicazione “agli altri”, attraverso ciò che il linguaggio non verbale, può esprimere proprio perché non limitato dai recinti e dai freni della parola.

Il lavoro sul movimento corporeo offre ai bambini una possibilità per riappropriarsi del nostro corpo, di scoprire le sue potenzialità: di conoscerne e percepire la struttura, le sue parti, le possibilità di percepirlo e gestirlo in piena consapevolezza e libertà; inteso come veicolo d’espressione e comunicazione, ci dà gli strumenti per comunicare agli altri ciò che non riusciremmo a dire col simbolismo verbale.
La tecnica deve nascere dall’esplorazione libera dei movimenti e delle forme di cui il corpo è capace, partendo dalla presa di coscienza dello spazio e della percezione del proprio corpo nello spazio e nel tempo, attraverso se e attraverso gli altri, in relazione a tutto ciò che è “se stessi” e “altro da sè”.

Si lavora sulle immagini, ci si identifica con l’altro che ci trasforma: animali, personaggi fantastici, situazioni straordinarie, oggetti, ci si appropria di elementi “strani” cioè esterni, estranei, stranieri.
Identificarsi con qualcosa al di fuori di sé , significa fare un rapido lavoro interno, per cui si dà vita all’immagine che si ha di quella cosa; significa coglierne l’essenza e poi avere la possibilità di arricchire tale immagine, sia a livello delle associazioni mentali, sia attraverso il confronto con quanto fanno gli altri, sia di mettere fuori le sfumature affettive che ciascuno di noi dà all’oggetto e che il solo nome dell’oggetto non permette di esprimere.

Il vissuto che emerge durante il gioco libero, durante l’improvvisazione mossa dalle proposte della guida, può essere arricchita con giochi tendenti a stimolare e rafforzare la capacità di osservazione, di ascolto, accanto ai giochi proposti dai bambini e dalle bambine, magari inventati li per lì attraverso i materiali o gli spazi a disposizione al momento.

Nei bambini e nelle bambine la capacità di alterare i piani tra realtà e finzione,di farli coesistere, di entrare ed uscire dal gioco, è un fatto di natura che allena alla vita, esercizio immediato della capacità immaginativa che possiedono.

“quando il bambino (e la bambina) è in tenera età, la scoperta del proprio corpo, e poi la scoperta di quello dell’altro (e dell’altra), è il suo gioco preferito”

venerdì 10 settembre 2010

parola di filosofo...

"Volete coltivare l’intelligenza del vostro scolaro?
Coltivate la forza che essa deve governare.
Esercitate continuamente il suo corpo, rendetelo robusto e sano per renderlo saggio e ragionevole...che lavori, che agisca, che corra, che gridi, che sia un uomo per il vigoree presto lo sarà per la ragione." (J.J. Rousseau)

sabato 14 agosto 2010

I bambini sedentari s'addormentano con maggiore difficoltà.

… ogni ora di inattività durante il giorno si traduce in tre minuti in più di veglia.

Uno studio scientifico ha dimostrato quello che noi genitori già da tempo empiricamente conosciamo: i bambini che durante il giorno sono attivi, che giocano molto con giocattoli che incitano all’attività fisica, s’addormentano con meno difficoltà di notte.
Questo studio, pubblicato nella rivista scientifica “Archives of Disease in Childhood”, dimostra anche il caso contrario, ovvero che i bimbi più sedentari hanno maggiori difficoltà ad addormentarsi. Infatti, i dati raccolti dallo studio, mostrano come ad ogni ora di inattività durante il giorno si traduca in tre minuti di vigilia all’ora della buonanotte.
Gli scienziati che hanno condotto la ricerca enfatizzano soprattutto l’importanza dell’attività fisica nei bambini, non solo perché così si mantengono in forma e controllano il loro peso e la loro salute cardiovascolare, ma anche perché l’attività fisica promuove un sonno corretto.
Sotto la direzione di E.A. Mitchell, del Dpto. Di Pediatria dell’Università di Auckland (Nuova Zelanda), l’equipe scientifica analizzò 519 bambini con età media di 7 anni. Servendosi di differenti questionari, valutarono le abitudini del sonno dei bambini e l’esistenza di eventuali problemi all’ora di addormentarsi.
Inoltre, per ottenere dati più obiettivi, collocarono un dispositivo in un polso di ogni bambino che, attraverso la registrazione dei movimenti, apportò agli investigatori dati sulla quantità di attività fisica realizzata durante il giorno e le ore di sonno.

Un bimbo fisicamente stanco dorme meglio.

I ricercatori hanno provato, analizzati i dati disponibili, che i bambini mediamente tardavano 26 minuti in addormentarsi e l’estate è la stagione in cui è per loro più difficile conciliare il sonno.
La ricerca inoltre dimostrò che i bambini più attivi erano quelli con meno problemi ad addormentarsi. Infatti, a quanta pìù attività fisica (e quanto più dispendiosa energeticamente) tanto minore era il tempo trascorso tra l’andare a coricarsi e l’addormentarsi. Il contrario, invece, nel caso di bambini poco attivi fisicamente.
Inoltre, i ricercatori sottolineano come i bambini più attivi siano anche quelli che più ore dormono.

lunedì 2 agosto 2010

Perché i bimbi sono sempre più grassi?

Colpa dello stile di vita, che negli ultimi 50 anni è completamente cambiato. La popolazione, infatti, è diventata sempre più sedentaria (dati preoccupanti sono quelli dell'ISTAT che segnala un aumento della popolazione sedentaria dal 37,5% del 1995 al 41% del 2006) a causa della marcata urbanizzazione e della grande diffusione dei mezzi di trasporto; contemporaneamente ad un tipo di alimentazione inadeguata sia dal punto di vista della quantità che della qualità.

L'attività motoria rappresenta un elemento fondamentale della crescita pscico-fisica dei più piccoli, nonché uno strumento primario per la tutela della salute dei giovani e meno giovani; quindi esercizio fisico inteso come un'arma per combattere il rischio di obesità e sovrappeso che accomuna tanti piccoli italiani.
D'altronde se ci pensiamo: il bambino si alza, lo accompagniamo a scuola in macchina, a scuola sta seduto, a pranzo sta seduto, dopo pranzo guarda la tv o gioca al computer, nel pomeriggio spesso vengono accompagnati ad infinite attività programmate dagli adulti come inglese, musica, teatro poi se è fortunato farà un'oretta di sport (finalmente può esprimersi !!), poi di nuovo a casa in macchina, a cena di nuovo seduto, prima di andare a letto sul divano davanti la tv ed infine sotto le coperte. Ecco che se moltiplichiamo questa giornata tipo per i giorni di vita seguenti non è difficile comprendere come ci siano così tanti bambini in sovrappeso.
E' semplice comprendere come, negli ultimi anni, il sovrappeso sia diventato uno dei problemi principali che affligge i bambini e ragazzi in età scolare. L'obesità infantile è in continuo aumento nelle popolazioni ad alto tenore socio-economico. Tale dato deve far riflettere, poiché UN GIOVANE OBESO QUASI CERTAMENTE SARÀ UN ADULTO OBESO.
E' chiaro che lo stile di vita dovrebbe essere totalmente cambiato, ma vedremo che non è così semplice come può sembrare, nel tempo si instaura un circolo vizioso (vedi schema sottostante) differente per reazione psicologica tra una famiglia di sedentari rispetto una famiglia di sportivi o comunque con un corretto stile di vita, dove naturalmente l'attività motoria è presente; la conseguenza è che dovranno essere adottati due approcci differenti. È DIFFICILE CHE UN BAMBINO ABBIA ABITUDINI DI VITA DIVERSE DA QUELLE DEGLI ALTRI COMPONENTI DELLA CASA. Un dato interessante è che se i genitori sono essi stessi in sovrappeso, l'obesità dei figli non viene spesso da loro considerata come un problema. Il bambino obeso, a causa della sua condizione, ha la tendenza ad autoescludersi dalle normali attività ludiche e motorie. Questo provoca una situazione di ipocinesia instaurandosi così un circolo vizioso di inattività: una riduzione delle capacità motorie che portano ad un altissimo grado di inattività determinano un conseguente aumento dell' obesità. Il circolo vizioso è alimentato e sorretto da cattive abitudini alimentari (merendine, patatine e snack fuori pasto) e di vita (televisione, computer, videogames ecc.).

domenica 20 giugno 2010

Un pò di tristezza....

Sempre meno ginocchia sbucciate, visi arrossati e sudati e sempre più schermi accesi tra internet, televisioni e playstation. Questo uno spaccato dello stile di vita dei bambini italiani ottenuto grazie all’elaborazione dei dati dell’Osservatorio nutrizionale Grana Padano, che da 4 anni a questa parte, grazie alla collaborazione di FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri) e SIMG (Società Italiana Medicina Generale) coinvolge centinaia di Pediatri di libera scelta e Medici di medicina generale nella raccolta di dati sulla popolazione italiana.

lunedì 7 giugno 2010

Il nostro pensiero....

Il bambino cresce in cattività a casa…
Dobbiamo  uscire  dalle  certezze  e  guardare  più  da  vicino  i  nostri bambini e le  nostre bambine, le nostre scuole e le nostre attitudini (i  saperi, le  credenze,  le  supposizioni)  e forse  le  nostre  paure (nostre e dei genitori): si sporca, si fa male, si agita, non c’è tempo, fa freddo, che confusione!
Partiamo  da  questi  bambini che vengono da situazioni ambientali (case, città, quartieri...) sempre più ristretti e chiusi dove la possibilità reale di “muoversi liberamente” va via restringendosi.
Constatiamo  giornalmente la progressiva perdita di abilità di base dell’infanzia, l’incertezza e  l’impaccio  nei movimenti, la difficoltà di “misurare” il gesto e l’azione: è compromessa la fisicità  stessa  dei bambini, il loro corpo, sempre più spesso in eccesso o carenza di peso e con difficoltà (debolezze posturali) diffuse.
Il  corpo di un numero sempre maggiore di piccolissimi, allevati in contesti abitativi e sociali costrittivi,  presenta disfunzioni fisiche che si traducono in comportamenti esplosivi per quel bisogno  fisiologico,  sacrosanto  a  quest’età, di muoversi, correre, saltare, battere,  urlare, combattere, picchiare, lanciare, appendersi, calciare, rotolarsi a terra.


E’ evidente l’importanza e la considerazione dell’ attività motoria nei bambini della scuola materna, attività che troppo spesso viene sacrificata e sottovalutata.

Questo progetto ha l’obiettivo di permettere al bambino di riscoprire il gioco e i suoi valori, ponendo particolare attenzione al suo mondo, ai suoi interessi e alle sue motivazioni. Il bambino ha voglia di muoversi, di confrontarsi con gli altri, di affinare le capacità senso percettive e gli schemi motori e posturali, di conoscere gesti e movimenti nuovi, in funzione di una preparazione multilaterale.

In questo contesto il presente progetto diventa mezzo essenziale per favorire la crescita, lo sviluppo e la motivazione del bambino.

“Primo salto nello sport. Giochiamo insieme alla vita!”
Le attività motorie e sportive sono un contributo alla crescita affettiva, sociale, morale e cognitiva.