Tutto nasce dal racconto della fiaba, luogo magico di fantasia dove si incontrano personaggi, animali. Si evocano toni di allegria, di avventura e di…. paura. Dalla narrazione il bambino è catturato e cosi nasce il percorso animato: espressione, gioco, movimento, relazione con il gruppo.
Ma chi era Robin Hood?
Non esiste una storia precisa riguardo a Robin Hood, e forse per questo il suo fascino è stato accresciuto nel tempo, prima con la tradizione orale, fatta risalire fin dal IX secolo, e quindi con la narrativa e le ballate scritte, arrivate fino a noi come leggenda multiforme e con punti di vista di volta in volta differenti.
Pur nella totale mancanza di fonti storiche, o forse grazie a tale fattore, la leggenda dell’arciere di Nottingham e Sherwood ha catalizzato l’attenzione di bardi, narratori, scrittori ed infine registi, nel corso dei secoli e fino ai giorni nostri.
Conosciuto per le imprese e il celeberrimo motto “rubare ai ricchi per donare ai poveri”, Robin Hood è stato usualmente rappresentato secondo canoni di una millenaria sceneggiatura non scritta che tuttavia non è mai riuscita a ritrovare una effettiva identità per il mitico arciere.
Il nome Hood, nelle sue varianti Hode e Hod, era molto diffuso nelle Midlands e si attesta la presenza di un certo Robert Hood accusato di omicidio a Circester nel 1213 e di un bandito tale Robert Hod ricercato nella contea di York nel 1225, come pure il Robin “Tagliatore di teste-Be-Header” attestato nelle leggende antecedenti il decimo secolo, tanto da diventare poi una sorta di pseudonimo per i fuorilegge.
Il legame con i boschi e con la foresta e l’iconografia tipica che lo caratterizza con cappuccio e tunica verde, rimanda per alcuni versi agli spiritelli del bosco, a quel Robin Goodfellow che nell’immaginario Shakespeariano diventerà, tre secoli dopo, il folletto birbone Puck di Sogno di una notte di mezza estate.
Vuole tuttavia la tradizione più accreditata - non da fonti scritte ma dalla persistenza in questa ottica leggendaria - che Robin fosse un nobile datosi poi alla macchia (cercò rifugio nella foresta), una volta espropriato dei possedimenti per la sua fedeltà a Riccardo I: vale a dire nel periodo che tra il 1193 e il 1199 vede le faide tra il Cuor di Leone lontano dalla patria (e poi defunto) ed il fratello Giovanni posto sul trono.
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