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lunedì 29 novembre 2010
Palla avvelenata e palla prigioniera sono lo stesso gioco?
Assolutamente no! Proviamo a fare un pò di chiarezza con le definizioni che da wikipedia di questi due giochi:
PALLA AVVELENATA
Per giocare a palla avvelenata è importante che ci sia un muro, o un albero, contro cui far sbattere la palla "avvelenata". Si inizia la partita dopo che, con una conta, si è deciso chi sarà il primo battitore. Tutti allora stanno attorno al battitore, e quando questo lancia la palla contro il muro chiamando uno dei partecipanti a caso (ad esempio "Chiamo Luca!") allora tutti si mettono a correre allontanandosi il più possibile, mentre Luca cerca di raggiungere la palla. Appena la raggiunge, Luca grida "Fermi tutti!", costringendo gli altri a diventare "statue". A quel punto, Luca può compiere tre passi verso un giocatore immobile e tentare di colpirlo (in altre versioni del gioco, i passi sono vietati). Se la "statua" viene colpita, viene eliminata, ma se questa riesce a respingere la palla con le mani la palla può essere presa da un giocatore - statua più lesto degli altri. Questo diventa il nuovo battitore e può continuare il gioco in questo modo. Se invece la "statua" presa di mira riesce a bloccare al volo la palla, è il battitore ad essere eliminato, e si riprende da chi ha afferrato la palla. Vince chi rimane ultimo.
PALLA PRIGIONIERA
I giocatori sono divisi in due squadre e si affrontano su un campo di gioco rettangolare diviso in quattro fasce di grandezza diversa, due più piccole ai confini e due più grandi al centro; in queste ultime si posizionano alternati i componenti delle due squadre a inizio partita. Si nominano due capitani, e con un sorteggio (per esempio pari o dispari) questi dovranno disputarsi il diritto di scegliere i componenti della squadra e di giocare per primi. A turno, uno dei componenti di una squadra dovrà cercare di colpire un avversario o più, lanciando una palla con le mani, senza superare con i piedi o con le braccia il confine che divide i due campi. Il tiro viene convalidato solo se il pallone non urta il terreno prima di colpire un avversario. Quando un avversario viene colpito dal pallone viene "fatto prigioniero", e si deve spostare nella fascia più piccola, dietro ai giocatori della squadra che ha messo a segno il colpo. Se un prigioniero prende la palla, può cercare di colpire direttamente gli avversari e tornare libero. Se dopo un tiro la palla viene presa al volo da un giocatore della squadra avversaria, sarà colui che ha tirato la palla ad andare nella zona prigionieri. Vince la squadra che cattura tutti gli avversari.
I giochi di Progetto Primo Salto.....
PALLA AVVELENATA
Per giocare a palla avvelenata è importante che ci sia un muro, o un albero, contro cui far sbattere la palla "avvelenata". Si inizia la partita dopo che, con una conta, si è deciso chi sarà il primo battitore. Tutti allora stanno attorno al battitore, e quando questo lancia la palla contro il muro chiamando uno dei partecipanti a caso (ad esempio "Chiamo Luca!") allora tutti si mettono a correre allontanandosi il più possibile, mentre Luca cerca di raggiungere la palla. Appena la raggiunge, Luca grida "Fermi tutti!", costringendo gli altri a diventare "statue". A quel punto, Luca può compiere tre passi verso un giocatore immobile e tentare di colpirlo (in altre versioni del gioco, i passi sono vietati). Se la "statua" viene colpita, viene eliminata, ma se questa riesce a respingere la palla con le mani la palla può essere presa da un giocatore - statua più lesto degli altri. Questo diventa il nuovo battitore e può continuare il gioco in questo modo. Se invece la "statua" presa di mira riesce a bloccare al volo la palla, è il battitore ad essere eliminato, e si riprende da chi ha afferrato la palla. Vince chi rimane ultimo.PALLA PRIGIONIERA
I giocatori sono divisi in due squadre e si affrontano su un campo di gioco rettangolare diviso in quattro fasce di grandezza diversa, due più piccole ai confini e due più grandi al centro; in queste ultime si posizionano alternati i componenti delle due squadre a inizio partita. Si nominano due capitani, e con un sorteggio (per esempio pari o dispari) questi dovranno disputarsi il diritto di scegliere i componenti della squadra e di giocare per primi. A turno, uno dei componenti di una squadra dovrà cercare di colpire un avversario o più, lanciando una palla con le mani, senza superare con i piedi o con le braccia il confine che divide i due campi. Il tiro viene convalidato solo se il pallone non urta il terreno prima di colpire un avversario. Quando un avversario viene colpito dal pallone viene "fatto prigioniero", e si deve spostare nella fascia più piccola, dietro ai giocatori della squadra che ha messo a segno il colpo. Se un prigioniero prende la palla, può cercare di colpire direttamente gli avversari e tornare libero. Se dopo un tiro la palla viene presa al volo da un giocatore della squadra avversaria, sarà colui che ha tirato la palla ad andare nella zona prigionieri. Vince la squadra che cattura tutti gli avversari.
I giochi di Progetto Primo Salto.....
venerdì 26 novembre 2010
Tanti auguri Pippi Calzelunghe!
Pippi Calzelunghe sembra non poter invecchiare… e invece oggi festeggia i suoi 65 anni.
Pippi, sbucata dal romanzo della scrittrice svedese Astrid Lindgren, ma ancora oggi negli schermi televisivi è in formissima, con le sue treccine rosse all'insù e un'energia innaturale.

L’attrice che le ha dato il volto ha compiuto lo scorso anno 50 anni.
Inger Nilsson è una bella signora nordica, svedese, bionda e sorridente che per nulla ora ricorda quella ragazzina ribelle con le calze multicolori e le trecce rosse che ha inchiodato davanti alla tv i bambini degli anni Settanta.
L’attrice che ha interpretato Pippi Calzelunghe nel telefilm omonimo tra il 1969 e il 1973 ancora ora non riesce a staccarsi di dosso l’immagine di quella strana bambina dalla forza sovrumana, creata dalla fantasia della scrittrice Astrid Lindgren.
Nonostante l’incredibile successo televisivo della serie tv la Nilsson non è infatti riuscita a costruirsi una vera e propria carriera come attrice.
Il suo lavoro è quello segretaria in un ospedale di Stoccolma. Una sorte condivisa con Maria Persson e Par Sundberg, i due attori bambini che dopo aver interpretato gli ‘amici’ di Pippi Annika e Tommy, sono scomparsi dalle scene.
Pippi, sbucata dal romanzo della scrittrice svedese Astrid Lindgren, ma ancora oggi negli schermi televisivi è in formissima, con le sue treccine rosse all'insù e un'energia innaturale.

L’attrice che le ha dato il volto ha compiuto lo scorso anno 50 anni.
Inger Nilsson è una bella signora nordica, svedese, bionda e sorridente che per nulla ora ricorda quella ragazzina ribelle con le calze multicolori e le trecce rosse che ha inchiodato davanti alla tv i bambini degli anni Settanta.
L’attrice che ha interpretato Pippi Calzelunghe nel telefilm omonimo tra il 1969 e il 1973 ancora ora non riesce a staccarsi di dosso l’immagine di quella strana bambina dalla forza sovrumana, creata dalla fantasia della scrittrice Astrid Lindgren.
Nonostante l’incredibile successo televisivo della serie tv la Nilsson non è infatti riuscita a costruirsi una vera e propria carriera come attrice.
Il suo lavoro è quello segretaria in un ospedale di Stoccolma. Una sorte condivisa con Maria Persson e Par Sundberg, i due attori bambini che dopo aver interpretato gli ‘amici’ di Pippi Annika e Tommy, sono scomparsi dalle scene.
giovedì 25 novembre 2010
Un, due, tre stella!
Iniziamo il nostro viaggio tra i giochi tradizionali, quelli della nostra infanzia, un viaggio a ritroso nella nostra memoria di bambini.La settimana scorsa con i bambini del Progetto Primo Salto in palestra abbiamo fatto questo gioco semplice ma divertentissimo.
Requisiti: nessuno; attrezzature nessuna; condizioni: tanta voglia di divertirsi!
Da wikipedia:
Un, due, tre, stella! è un gioco da bambini tradizionale. Si gioca in gruppo.
Tutti i bambini tranne uno (quello che "sta sotto") si allineano a un'uguale distanza da un muro.
Il bambino che "sta sotto" si appoggia al muro, dando le spalle agli altri, e conta ad alta voce "uno, due, tre, stella!", per poi voltarsi di scatto.
Mentre il giocatore che sta sotto è girato, gli altri possono avvicinarsi; quando quello si volta di scatto, però, devono essere immobili.
Se il giocatore che sta sotto percepisce il movimento di un giocatore (per esempio nel caso questo non sia riuscito ad acquistare una posizione di equilibrio in tempo), quest'ultimo deve retrocedere fino al punto di partenza.
Vince il giocatore che riesce ad arrivare per primo al muro senza che il primo giocatore se ne accorga.
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