martedì 9 novembre 2010

il carico motorio

Le attività ludico motorie, in situazione di apprendimento motorio, costituiscono un carico motorio, cioè quell’insieme di attività organizzate dall’istruttore che superano il livello di sollecitazione motoria insito nei comuni gesti e movimenti della vita quotidiana.

Per capacità di carico s’intende la capacità dell’organismo di tollerare sforzi senza alterazioni della salute. Significa assimilazione, tolleranza del carico ed è la condizione di base per l’adattamento.
La grandezza della capacità di carico dell’organismo equivale alla capacità di prestazione della sua componente più debole. Quindi è su di essa che si deve regolare il carico. Per quanto riguarda l’allenamento in età infantile, in primo piano ci sono i limiti di tolleranza dei sistemi biologici, perché questa è la fase nella quale sono sensibili al massimo ad alterazioni provocate dal carico.

Sistemi sensibili ad alterazioni dovute al carico:
• Apparato locomotore e di sostegno
• Sistema ormonale
• Sistema nervoso vegetativo

IL CARICO MOTORIO:
• Intensità dello stimolo - grandezza del singolo stimolo
Densità dello stimolo - rapporto temporale tra fasi di carico e di recupero
Durata dello stimolo - durata dell’azione di un singolo stimolo o di una serie di stimoli
Volume dello stimolo - durata e numero degli stimoli per unità di tempo
Frequenza dell’allenamento - numero delle unità di allenamento quotidiane o settimanali

lunedì 8 novembre 2010

respiriamo aria positiva

Nel corso del progetto è nostra ferma intenzione far percepire ai bambini un'atmosfera tale da:
* Incoraggiarli ad essere attivi
* Favorirne la natura personale dell’apprendimento
* Ammettere l’idea che essere differenti è cosa accettabile
* Riconoscere e tollerare l’errore
* Incoraggiarli ad avere fiducia in sé
* Dare loro la sicurezza di essere rispettati ed accettati
* Facilitarne la scoperta e l’elaborazione individuale
* Porre l’accento sull’autovalutazione

un bambino è un bambino!

"Il bambino non è un adulto in miniatura e la sua mentalità non è solo quantitativamente, ma anche qualitativamente diversa da quella degli adulti, e per questa ragione un bambino non soltanto è più piccolo, ma anche diverso."

( Eduard Claparéde 1937 )

un bambino impara da ciò che vive...

Se un bambino vive nella critica impara a condannare.
Se un bambino vive nell’ostilità impara ad aggredire.
Se un bambino vive nella paura impara ad essere timoroso.
Se un bambino vive nella condiscendenza impara a commiserarsi.
Se un bambino vive nell’ironia impara ad essere timido.
Se un bambino vive nella gelosia impara ad essere invidioso.
Se un bambino vive nella vergogna impara a sentirsi colpevole.
Se un bambino vive nella disponibilità impara ad avere fede.
Se un bambino vive nella tolleranza impara ad essere paziente.
Se un bambino vive nella lode impara ad apprezzare.
Se un bambino vive nell’accettazione impara ad amare.
Se un bambino vive nell’approvazione impara ad accettarsi.
Se un bambino vive nel consenso impara che è bene avere un obiettivo.
Se un bambino vive nella condivisione impara ad essere generoso.
Se un bambino vive nell'onestà impara ad essere sincero.
Se un bambino vive nella lealtà impara la giustizia.
Se un bambino vive nella gentilezza e nella considerazione impara ad essere rispettoso.
Se un bambino vive nella sicurezza impara ad avere fiducia in se stesso e in quelli intorno a loro.
Se un bambino vive nell’amicizia impara che il mondo è un bel posto in cui vivere.

Doroty Law Nolte