mercoledì 16 marzo 2011

Bambini iperattivi...come aiutarli?

L’iperattività è un disturbo dell’età evolutiva che colpisce circa il 4% dei bambini, risulta di non facile trattamento, e al contempo è molto diffuso e in aumento.
Questo disturbo è poco visibile alla nascita del bambino ma si fa più evidente con l’età. L’iperattività è spesso sospettata quando il comportamento del bambino diventa socialmente perturbatore, soprattutto all'inizio della scolarizzazione. Il bambino è molto disattento e impulsivo, e sembra che il nocciolo di questa sindrome sia la disattenzione e la mancanza di concentrazione. Non sempre si aggiunge una iperattività fisica disordinata - sembra un uragano - con una energia che sembra inesauribile ma non ordinata. Il bambino non è capriccioso nel senso vero della parola, ma semplicemente non controlla il suo comportamento e subisce la sua impazienza e la sua disorganizzazione. Purtroppo questo disturbo è duraturo. E’ questa caratteristica che distingue il bambino iperattivo dal bambino focoso; infatti il bambino turbolento conosce dei periodi calmi e risponde alla disciplina imposta dalla famiglia e dalla scuola. Il bambino iperattivo non manca di buona volontà, ma la continua disattenzione gli crea delle difficoltà di apprendimento, benché queste NON DIPENDANO DA UNA DEFICIENZA INTELLETTUALE.
E’ frequente che questo disturbo cerebrale di attenzione sia associato ad altre perturbazioni come, ad esempio, dell’umore. I bambini iperattivi sono spesso colpiti da depressione e da ansia, senza che si possa affermare oggi che esista un legame da causa ad effetto.

Di seguito riporto alcuni principi di psicologia dell’educazione per aiutare il bambino iperattivo
1) Il bambino va accettato e compreso per quello che è. Non inviargli affermazioni di tipo globale e negativo, non percepirlo come totalmente sbagliato e non interpretare ogni suo comportamento problematico come un affronto personale. Ciò, oltre ad essere improduttivo sul piano pedagogico, comporta un notevole stress anche per l’adulto;
2) educare il bambino in positivo. E’ importante che gli educatori evidenzino anche le più piccole cose positive che egli compie, i minimi progressi. Ognuna di queste azioni deve diventare occasione per gratificarlo, per dimostrargli che siamo contenti del suo impegno;
3) i comportamenti problematici non pericolosi dovrebbero essere ignorati. Non si devono sottolineare continuamente i comportamenti di impulsività e di irrequietezza (a meno che non siano pericolosi per sé o per gli altri): al contrario, spesso i comportamenti inadeguati perdurano proprio perché vi si presta troppa attenzione;
4) stabilire dei principi di comportamento (“regole”) e attenervisi (scuola-famiglia). Davanti ai bambini non possono esserci segni di disaccordo o di discussione, perché tale incoerenza diventerebbe “terreno di coltura” per le irrequietezze dei bambini;
5) il modo di parlare al bambino deve essere calmo. Nel dirgli che cosa fare occorre essere precisi ed usare termini ed espressioni in positivo. Divieti e negazioni rischiano di produrre nel bambino innanzitutto uno stato emotivo di ostilità o di sfida ed, inoltre, non forniscono alcuna informazione su che cosa il bambino dovrebbe fare o su come dovrebbe comportarsi:
6) non sgridare il bambino davanti agli altri, come anche non raccontare le sue “prodezze” ad altre persone in sua presenza. Se proprio va rimproverato, meglio prendere il bambino isolatamente e spiegargli le cose con calma e con tono deciso;
7) a scuola, come a casa, può essere di grande aiuto avere un ambiente di lavoro tranquillo e con una routine prevedibile e rassicurante;
8) offrire un modello di comportamento pacato e riflessivo. Il bambino deve avere la possibilità di capire come affrontare determinate situazioni e come risolverle. In tal senso è molto utile verbalizzare tutti quei ragionamenti che noi facciamo internamente per offrire proprio un modello comportamentale. L’adulto, parlando ad alta voce, fornisce un esempio di riflessività ed una strategia razionale di problem-solving;
9) favorire una giusta quantità di attività fisica: adatti sono i giochi di squadra (che insegnano a mettere a freno l’impulsività per favorire la collaborazione per un risultato collettivo) e gli sport che educano all’autocontrollo.
Anche l’organizzazione della classe può aiutare…

10 commenti:

  1. secondo te il rugby come gioco di squadra va bene??come valvola di sfogo sopratutto per un bambino iperattivo di otto anni

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  2. ciao sono il ragazzo che prima ha postato come anonimo ti riscrivo quello che ti ho mandato
    secondo te il rugby come gioco di squadra va bene?? come valvola di sfogo per canalizzare tutta la sua irruenza per un bambino iperattivo di 8 anni mi è stato cosigliato di farglielo fare anche se altri dicono che non è uno sport adeguato
    la mia mail è firehammer67@hotmail.it
    sono anche su facebook come firehammer67@hotmail.it
    oppure per corrado rapali

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  3. ho un bambino iperattivo di 6 anni che ha iniziato la scuola quest'anno. Mi è stato consigliato di non fargli frequentare attività che lo eccitano ancora di più ma è utile il rilassamento.

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  4. rispondo alle domande con una domanda....state parlando di bambini iperattivi o bambini molto vivaci? Mi spiego...L’espressione “bambino iperattivo” è ultimamente diventata sempre più di uso comune. Ma quando possiamo dire che un bambino è veramente iperattivo e quando invece si tratta di un bambino solo vivace, disobbediente o semplicemente maleducato? La linea di demarcazione non sempre è ben delineata ed occorre il parere di un esperto per poter identificare quando il comportamento del bambino è veramente problematico. Quindi per prima cosa quando si sospetta che sussista un problema di iperattività il bambino va sottoposto ad un’accurata valutazione psicologica.

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  5. salve ho un bambino di 7 anni che a stento ha passato il primo anno di elementari , ha molti problemi sopratutto di attenzione a scuola , a casa non ascolta , gli devo ripetere le stesse cose mille volte sempre inutilmente , la logopedista dice che con lei il disturbo dell'attenzione non c'è non so più cosa fare a scuola va malissimo le maestre continuano a lamentarsi che non fa i compiti li fa male non ascolta , e non ha amici a scuola e neanche vicino casa .. non so cosa fare mi sento la mamma peggiore del mondo ... aiutatemi per me è un vero dramma non so come aiutare il mio bambino ...

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    1. Ho un bambino tre anni sta facendo il primo anno di asilo , le maestre dicono che è bravo mentre al doposcuola è una piccola peste . a casa invece si trova nel suo mondo non ci ha fatto dormire x due anni ,non ascolta cerca di rompere tutto crea i rumori possibili e immaginabili lanciando oggetti ,grida piange x niente picchia chi lo disturba minimamente . nonostante tutto le proviamo tutte è iperattivo dalla nascita.

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  6. O un bambino in cura e fa psicomotrocita. Nn ce la faccio piu da sola

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  7. Ciao ho anch'io un bambino che ha iniziato il primo anno di elementare. .. fa tempo pieno tutta la settimana e purtroppo le maestre sono esaurite dicono che è iperattivo allora sto facendo delle visite e vorrei metterlo a tempo normale a scuola ....sono molto triste xche la scuola lo fa pesare come un problema !!!!!

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  8. ciao anche io sono una mamma di un bambino che mi hanno diagnosticato l'iperattivismo, sono sicura che mio figlio sia più vivace della media ma credo ancora di più che gli insegnanti dovrebbero farsi un esame di coscienza e fare il loro lavoro in maniera più scrupolosa e sono sicura che con il tempo se seguiti bene saranno migliori di tanti altri

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  9. Vorrei rispondere alla signora che usa parole forti nei nostri confronti,, almeno x quando mi riguarda cerco e cerchiamo tutti, di fare il nostro lavoro al massimo ,ma analizzarsi come genitori mai vero??? la scuola è senza risorse nn c'è personale che si possa dedicare totalmente ad un bambino che a questo tipo di iperattività,,

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